Lingua giapponese: un’introduzione

Quanto è difficile imparare la lingua giapponese?

Dire se una lingua – nel nostro caso la lingua giapponese – sia difficile o meno da studiare è cosa assai ardua, poiché tutto dipende da diversi fattori, come la nostra lingua madre, il nostro livello di preparazione iniziale, l’età, gli obiettivi, ecc. Tuttavia, recentemente il Foreign Service Institute (FSI), un ente del governo statunitense, ha stilato una classifica delle lingue del mondo per difficoltà di apprendimento, tenendo in considerazione alcuni fattori più o meno “universali”.

Sebbene anche questa classifica sia da prendere con le pinze – in quanto tiene la lingua inglese come punto di riferimento per la comparazione – su una scala con 5 livelli di difficoltà, in cui 1 equivale facile e 5 a estremamente difficile, la lingua giapponese occupa proprio il gradino più alto della classifica.

E questo per alcune caratteristiche intrinseche della lingua stessa, non ultimo il suo sistema di scrittura.

1. La scrittura giapponese

La lingua giapponese contemporanea mescola ben 4 sistemi di scrittura differenti:

Kanji 漢字

Si tratta la parte più complessa della scrittura giapponese, che si basa su una serie di caratteri logografici di origine cinese. La parola Kanji 漢字, infatti, significa segno cinese. I kanji furono adattati per la prima volta alla lingua giapponese con la compilazione del Kojiki 古事記 (712 d.C.) – letteralmente Registrazione di antichi eventi, un testo in 3 volumi che narra le origini della dinastia Yamato in chiave cosmogonica e mitologica, a cavallo tra l’annale e la raccolta di miti e leggende popolari. Fu il primo tentativo nella storia del Giappone di redigere un testo con un sistema di scrittura autoctono. Ad oggi, il numero di caratteri di base da studiare così come definiti dal Ministero dell’Istruzione si attesta a 2136.

La scrittura logografica si scosta molto dalla logica dei sistemi di scrittura su base alfabetica, in quanto i segni grafici non sono legati in modo univoco alla loro pronuncia, quanto piuttosto al significato che essi veicolano. Ne consegue che ogni sinogramma (kanji) ha un significato proprio e ben definito, indipendente dalla sua lettura, dalla quale è svincolato. Per questo motivo moltissimi kanji giapponesi possono essere letti in diversi modi. Approfondiremo meglio questo aspetto in futuro.

Hiragana 平仮名

L’adattamento dei sinogrammi alla lingua giapponese non si dimostrò sufficientemente efficace, a causa delle differenze sostanziali tra le due lingue. Questo portò, in una seconda fase dell’evoluzione della scrittura giapponese, allo sviluppo di un alfabeto sillabico che compensasse le carenze grafiche che i sinogrammi non erano in grado di rappresentare adeguatamente. Nacque così lo hiragana 平仮名, sviluppatosi a partire dalla semplificazione di alcuni caratteri cinesi e inizialmente noto come onnade 女手 (ovvero “mano di donna”, in quanto era originariamente utilizzato dalle donne per la redazione dei diari, o nikki 日記), che viene usato ancora oggi per trascrivere tutte quelle parti grammaticali della lingua giapponese – suffissi, prefissi onorifici, posposizioni, parti flessive – che non esistendo in lingua cinese non potevano essere rappresentate graficamente se non ideando un sistema autoctono.

In un alfabeto sillabico, come suggerisce il nome, l’unità minima è costituita dalla sillaba: quindi, ad ogni segno non corrisponde una singola lettera, bensì un’intera sillaba. Nel giapponese moderno, eccezion fatta per il suono “n” ん, le sillabe sono aperte, ovvero costituite da un suono consonantico+vocale. Alcuni esempi: か ka, し shi, て te, つ tsu, も mo, …

L’alfabeto hiragana è costituito da 46 suoni puri, più due serie di suoni impuri e contratti.

Katakana 片仮名

Il katakana, invece, è un secondo alfabeto sillabico attualmente utilizzato per traslitterare in giapponese le parole di origine straniera (gairaigo 外来語). Secondariamente, viene utilizzato in editoria, come nei fumetti, o nei romanzi, per scrivere parole cui si vuole dare particolare enfasi.

La logica di costruzione e la quantità di segni da imparare sono le stesse dello hiragana, ma i segni grafici e la loro origine sono diversi. Il katakana, infatti, si sviluppa negli ambienti ecclesiastici del milieu buddhista come metodo di scrittura utilizzato per coadiuvare la lettura dei testi sacri.

Rōmaji ローマ字

Come probabilmente avrete già intuito dalla parola, rōmaji ローマ字 significa “segni romani” e designa proprio l’alfabeto latino, che oggigiorno viene utilizzato anche in lingua giapponese – seppur in quantità minime – per trascrivere parole o sigle particolari (come MP3, DVD, o DK la sigla per designare gli appartamenti “Dining/Kitchen”, ecc.)

2. La fonetica giapponese

Per un madrelingua italiano, la fonetica giapponese può rivelarsi inaspettatamente semplice da imparare. La lingua giapponese contemporanea, infatti, consta di sole 5 suoni vocalici (a, i, u, e, o), molto simili alla pronuncia italiana, fatto salvo per la “u” per cui i giapponesi la pronunciano senza arrotondare le labbra.

Per agevolare lo studio della pronuncia e della lettura, inoltre, esistono diversi sistemi di traslitterazione (trascrizione della pronuncia di una data parola nel sistema di scrittura di un’altra lingua per renderla intellegibile a parlanti stranieri) del giapponese in caratteri latini, il più comune e usato dei quali è il sistema Hepburn, secondo cui le vocali si leggono “all’italiana”, mentre le consonanti si leggono  all’inglese.

Una delle difficoltà che può emergere nello studio della pronuncia giapponese, è proprio la sua “eccessiva” semplicità: essendo una lingua foneticamente povera, con pochi suoni, è anche ricca di ripetizioni e, quindi, di omofoni, ovvero parole di uguale pronuncia, ma di significato diverso. Per esempio:

  • sensei 先生 = maestro, dottore
  • sensei 先制 = iniziativa
  • sensei 専制 = autocrazia
  • sensei 先聖 = antico saggio (spec. Confucio)

Nel prossimo articolo scenderemo più a fondo nelle particolarità della lingua giapponese analizzando alcune caratteristiche della morfologia.

Se desideri saperne di più sullo studio della lingua giapponese e approfondire la conoscenza di questa meravigliosa lingua, puoi contattarmi tramite l’apposito modulo della pagina Contatti, oppure consultare le attività organizzate dalla nostra associazione sulla pagina dedicata ai corsi di lingua giapponese.

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